Gli alunni delle classi 5°C e 4°C T.P. visitano la galleria d’arte Moderna (GAM) e il teatro “DITIRAMMU”.

Giorno 13 dicembre noi alunni di V°C T.P. abbiamo visitato prima la GAM e poi ci siamo recati presso il teatro “DITIRAMMU”.                                                                                                Arrivati alla GAM, dopo aver acquistato i biglietti per entrare abbiamo avuto la fortuna di visitare una mostra fotografica bellissima, quella di “Steve MCcurry. ICONS”. Più di 100 fotografie stupende scattate durante i suoi viaggi nel mondo. Guardandole i sentimenti che provavo erano indescrivibili, era come se in quel momento mi trovassi nei vari ambienti fotografati.                                                                                                                                                     L’ordinamento del museo è articolato in 14 sezioni tematiche che consentono un’agevole lettura della fisionomia e della storia delle collezioni. Ci sono in tutto 214 opere esposte di cui 176 dipinti e 38 sculture che descrivono i percorsi della fondazione della galleria fino ad oggi.                                                                                                                                                                               Tra i tanti quadri che ho ammirato ce n ‘era uno fantastico di FrancescoLojacono che mi ha colpito molto: “Veduta di Palermo” (che ritraeva la città da un punto di osservazione ampiamente sperimentato da artisti siciliani e non). La “Veduta di Palermo” è una straordinaria sintesi tra l’attenzione ai dettagli e l’inquadratura d’insieme  e con l’ uso di colori dello straordinario Lojacono da l’effetto realistico. Un’altro quadro che mi ha affascinato è stato quello di Franz Von Stuck raffigurante il Peccato ” olio su tela 1909″.    E’ stata la prima volta che ho visitato una galleria d’arteed è stata un’entusiasmante esperienza.                                                                                                                                                                 Dopo la GAM ci siamo diretti verso il teatro “DITIRAMMU” che si trova nel centro storico di Palermo, dove un artigiano ci ha fatto vedere come si costruisce un tamburo.                   Egli ci ha spiegato che nei tempi antichi, in Sicilia, il tamburo veniva usato dai venditori ambulanti, dai banditori che informavano il popolo su quelle che erano le leggi da rispettare,veniva usato anche per propagandare le attività commerciali e altro ancora. Insomma il tamburo è sempre stato uno strumento prezioso per comunicare.                      Per crearlo serve: lastre di legno-cerchi di legno-corde di nylon ( in realtà si dovrebbe usare il budello ma è troppo costoso)-tiranti di corda-fascette di cuoio-pelle di capra e capretto.                                                                                                                                                         Fasi della lavorazione: dopo aver fatto vedere i materiali, ha iniziato a costruirlo. per prima cosa l’artigiano ha piegato la lastra di legno, ha inserito tre cerchi, di cui 2 alla base e uno al centro e così ha bloccato sia la lastra che la pelle. Poi ha praticato dei fori nella lastra di legno per far passare le corde di nylon che servono per regolare il suono del tamburo. La costruzione del tamburo richiede circa un mese di tempo. Infine ci ha fatto sentire diversi suoni e ci ha chiesto anche a noi di suonarlo chiamando il mio compagno Richmond che ha stupito tutti suonando un rutmo africano. L’esperienza del teatro unita a quella della GAM è stata SUPER!

CHAIMAA ELMOUHCIN

VC T.P.

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