Una giornata alla caserma Lungaro – Forti emozioni che rafforzano l’idea che la mafia va combattuta

Il 19 aprile ci siamo recati a piedi alla caserma “Lungaro”. E’ stata una passeggiata piacevole, ma anche istruttiva perché abbiamo percorso le vie  intitolate ai martiri della mafia fermandoci ad osservare la lapide dedicata a Pio La Torre e all’agente Rosario Di Salvo. Arrivati alla caserma siamo stati accolti da una poliziotta e da Tina Montinaro, moglie dell’agente di scorta Antonio Montinaro. Le due signore  ci hanno mostrato quello che è rimasto dell’automobile del giudice Falcone, oggi custodito dentro una teca. Poi ci siamo spostati in un grande corridoio dove il signor Antonello, capo degli agenti di scorta, ci ha mostrato una lastra di marmo appesa al muro sulla quale sono scritti i nomi dei sei agenti morti nelle stragi di Capaci e di via d’Amelio e ci ha parlato di ognuno di loro.

Noi ci siamo emozionati perché ci siamo resi conto erano uomini con la propria vita, la propria famiglia, i propri sogni. Avevano paura per i rischi che correvano, ma erano orgogliosi di fare il loro lavoro e di proteggere due persone speciali come i giudici Falcone e Borsellino.

Con le lacrime agli occhi abbiamo osservato un minuto di silenzio dedicando una preghiera a tutte  vittime di mafia. Il direttore generale ci ha parlato poi del lavoro che svolgono i poliziotti, di quello che fanno per proteggere ed aiutare i cittadini a vivere seguendo le regole.

Dopo aver mangiato la nostra merenda nel cortile, siamo entrati nella sala congressi dove la signora Tina Montinaro ha risposto alle nostre domande. Ci siamo emozionati ancora una volta quando ci ha parlato di suo marito e dei suoi figli.

Infine un poliziotto del 113 ci ha spiegato in cosa consiste questo servizio; ci ha fatto vedere anche un video riguardante il lavoro dell’unità cinofila e l’addestramento dei cani, il lavoro dei sommozzatori, dei poliziotti a cavallo e di quelli che lavorano in strada. Dopo avere salutato la signora Tina e il poliziotto, siamo tornati a scuola felici di aver trascorso un giorno che non dimenticheremo. Il nostro cuore è pieno di emozione per quello che ci è stato raccontato rafforzando in noi l’idea che la morte di questi uomini non è stata vana e che la mafia va combattuta. Noi bambini dobbiamo percorrere sempre la via della legalità seguendo sin da ora le buone regole di convivenza civile perché nel nostro futuro non si ripetano più questi brutti avvenimenti.

Classi V A e V B sede “Rosso di San Secondo”

IL VIDEO DELLA NOSTRA ESPERIENZA

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