#MEMORIA IN MUSICA per NON DIMENTICARE la Shoah

In occasione del “Giorno della memoria” 2019 nella nostra scuola si è svolta una manifestazione dal titolo #MEMORIA IN MUSICA. In programma la recitazione di poesie, la lettura di vari testi, canti e musica dal vivo. Significativa la  scenografia costituita dalla mostra di cartelloni e disegni realizzati dagli alunni di tutte le classi della scuola primaria e sezioni della scuola dell’infanzia  allestita dalla maestra Mara.

Ad iniziare la manifestazione la preside Giovanna Genco con le parole di Liliana Segre senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz.

Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza che  ci aiuta,  in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare. Il tempo travolge i fatti. Il tempo passa e le cose si dimenticano. Tra pochi anni non ci sarà più nessuno a raccontarci di aver visto con i propri occhi l’orrore dei massacri. Abbiamo il dovere di conservare questi ricordi come si fa con i tesori e di riporli nel nostro bagaglio. Attiveremo tutti i sensi perché chi ci è accanto non ci sia indifferente.

INDIFFERENZA è la parola che Liliana Segre ha voluto fosse incisa sul muro della stazione di Milano dalla quale partivano i deportati per i lager.

Ognuno di noi deve riuscire ad abbattere il muro dell’indifferenza trasformando i numeri in vite, in storie, in racconti e facendoli propri. Non so se ci riusciremo, ma mi piace pensare che, guardandoci allo specchio, un giorno vedremo altro da noi  e sarà la nostra parte migliore.

Di seguito i redattori del nostro giornale d’istituto edMONDO d’AMICIs presentano la narrazione della triste storia della Shoah con la poesia “Una storia assai brutta” di Germana Bruno. Assai brutta è la storia dello sterminio degli ebrei ma la raccontiamo perché non si ripeta mai più, perché la “storia assai brutta” abbia un finale diverso; un finale  più giusto che dia a tutti la volontà di fare NON CERTO PER DIMENTICARE! Si prosegue con  la libera rielaborazione del libro di Lia levi “La portinaia Apollonia”. Daniel  è un bambino ebreo salvato da una  portinaia di cui aveva paura perché arcigna e un po’ bruttina. Tutti la prendevano in giro e la chiamavano strega Apollonia… ma un giorno Apollonia salvò Daniel e la sua mamma dai soldati tedeschi che li cercavano per portarli via. Le fiabe allora non raccontano sempre la verità! Forse anche una strega certe volte può salvare un bambino! E’ una storia piena di pregiudizi che però ha un lieto fine. Un altro gruppo di bambini propone un altro testo di Lia Levi: “Il bambino ariano”, la storia comica e triste nello stesso tempo di un bambino ebreo che per il suo aspetto fisico viene scambiato per un bambino ariano. La sua foto verrà pubblicata sulla rivista “La difesa della razza” che dopo le leggi razziali del 1938 diffondeva  l’idea che la “razza ariana” fosse superiore e scriveva di idee razziste. Successivamente il silent book  “Luci sulla memoria” racconta di una immaginaria conversazione tra un bambino dei nostri tempi e un bambino del campo di concentramento di Terezin. Un “silent book” è un libro senza parole solo con immagini. Le parole le inventa chi racconta. L’originalità  del “silent book” sta nella  libera interpretazione; infatti può essere letto in tutte le lingue facendo comunicare culture diverse. A rendere veramente emozionanti le recitazioni degli alunni, un sottofondo musicale dal vivo eseguito dal gruppo “La fucina dell’arte” del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo formato da un violino, un contrabbasso, un pianoforte e un flauto traverso. Anche ogni intervallo tra un esibizione e un’altra è stato riempito da bellissime musiche in ricordo della Shoah. L’emozione è stata grandissima  quando la ballerina-attrice Serena Sabatino si è esibita in una danza che imitava il “gioco del fazzoletto” dei bimbi nei campi di concentramento.  La danza è stata accompagnata dalla recitazione di bellissimi versi che hanno ricordato il valore della LIBERTA’. Infine un coro di ottanta alunni  ha cantato  “Gam Gam”, salmo nel quale si dice che Dio non abbandona mai il suo popolo, tradizionalmente cantato dagli ebrei durante lo shabbat ossia la festa del riposo celebrata ogni sabato. La canzone è diventata il simbolo dello sterminio  di un milione e mezzo di bambini uccisi dai nazisti. A conclusione della manifestazione il “Garante dei diritti dell’infanzia” ci ha raccontato una storia semplice ma molto significativa. Quando era piccolo, alla fine della guerra, non capiva perché alcuni bambini avevano un diverso colore di pelle.  La sua maestra gli fece guardare le dita delle mani poi disse: – Ogni dito è diverso dall’altro, ma ognuno di esso serve per una cosa diversa  e rende la mano utile oltre che bella – .Questa giornata ha lasciato tante emozioni nel nostro cuore e il suo ricordo sarà, come ha detto Liliana Segre,  “nel nostro bagaglio”. In futuro metteremo altri ricordi in questo bagaglio e guardandoci allo specchio la “Storia assai brutta” avrà un finale diverso… “un giorno vedremo altro davanti noi  e sarà certamente la nostra parte migliore”.

La redazione del giornale edMONDO d’AMICIs

Breve documentazione video a cura di Gabriele Ingrassia

Documentazione video della mostra a cura di Sara Sciarrabba e Sofia Simoncini

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...