Le_Ali un fumetto per comprendere e combattere il cyberbullismo

Il web è un luogo pieno di straordinarie opportunità, ma è importante riconoscerne i pericoli e sapersi difendere. Ne abbiamo parlato con l’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana Roberto Lagalla,  il dirigente dell’ambito territoriale di Palermo Luca Gatani, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Palermo Pasquale D’Andrea, l’Assessora all’Istruzione del Comune di Palermo Giovanna Marano, il presidente della V Circoscrizione Fabio Teresi e la nostra Preside Giovanna Genco in occasione della presentazione del fumetto contro il cyberbullismo “Le_ali” realizzato dagli alunni delle classi IVA –  IVB – IV C con la guida di  Cetty Mannino, esperta in social media e cyberbullismo e  della maestra Erika Sikera referente contro il cyberbullismo nella nostra scuola.

Professore Lagalla, in che modo un assessore regionale si occupa di istruzione nelle province siciliane? Riesce a rispondere alle richieste degli alunni delle scuole, di tutte le province della Sicilia?

Essere assessore regionale all’istruzione significa dedicare quotidianamente il proprio impegno a tutti gli alunni delle scuole siciliane e cercare  rispondere a tutte le lettere o richieste che pervengono attraverso i professori, i presidi o dagli alunni stessi. Per esempio  abbiamo ricevuto dalla vostra scuola una richiesta di finanziamento per mettere in opera il progetto Le_Ali. Questo progetto di conoscenza e contrasto al cyberbullismo è piaciuto molto perché la veste narrativa del fumetto attiva la creatività e aiuta a comprendere in modo divertente tematiche molto importanti come il cyberbullismo; permette ai bambini di essere protagonisti, così la Regione l’ha finanziato. È in questo modo che spesso rispondiamo alle esigenze delle varie scuole delle province siciliane.

Dottoressa Marano, lei è assessora all’istruzione del Comune di Palermo. Le è mai successo nel suo lavoro di assistere o dovere contrastare fenomeni legati al cyberbullismo?

Sono assessora da quattro anni e in maniera  diretta non sono mai stata coinvolta perchè di solito gli studenti e i genitori si rivolgono agli insegnanti o ai presidi; in maniera indiretta invece mi è successo tantissime volte di essere protagonista di tanti progetti. Il mondo del web è un ecosistema pieno di straordinarie opportunità. Per esempio durante il lockdown gli insegnanti sono stati vicini a voi e alle vostre famiglie e  hanno permesso la continuità quotidiana delle lezioni attraverso la didattica a distanza. Questo ecosistema però è pieno anche di tante insidie, pericoli e i rischi come il cyberbullismo da cui difendersi e a questo dobbiamo essere preparati. La rete va protetta da chi vuole fare atti di sopraffazione o vi vuole  ridicolizzare.  Ci sono tanti modi che possono essere conosciuti per difendersi e voi con la realizzazione di questo fumetto avete fatto un’esperienza straordinaria di uso corretto della rete. Continueremo a lavorare perchè la rete possa essere protetta da atti di sopraffazione, di provocazione, di violenza.

Dottor Gatani, cosa si intende per ambito territoriale di Palermo? Lei collabora con le persone oggi presenti? Se sì, cosa fate insieme per le scuole di Palermo quando unite le vostre forze?

L’ambito di Palermo, un tempo chiamato “Provveditorato”, è una struttura di supporto a livello provinciale. Il nostro compito è quello di aiutare le scuole a dare un buon servizio. Collaboriamo innanzitutto con il comune di Palermo, dove è presente circa la metà degli studenti di tutta la provincia, e poi con tutte le altre istituzione. Lo sforzo è quello di stare vicini a voi ragazzi promuovendo iniziative  che vengano incontro alle vostre esigenze come quella per la quale ci stiamo incontrando oggi per orientarvi fin da piccoli a queste importanti tematiche.

Dottor D’Andrea, lei è il garante dell’infanzia quindi si occupa dei nostri diritti di cui noi veniamo a conoscenza qui a scuola, non sempre all’interno delle nostre case. Può aiutarci a coinvolgere anche il mondo degli adulti che ci circonda, in modo da fare dialogare la nostra scuola con le nostre famiglie?

Spesso noi adulti dimentichiamo di essere stati bambini e vogliamo fare gli adulti a tutti i costi. Se continuassimo ad essere un po’ bambini, vi ascolteremmo di più. Spesso è difficile per i genitori parlare di diritti perchè  non sono stati abituati a farlo con i loro genitori quando loro erano piccoli; forse non hanno mai giocato con i loro genitori per vari motivi… magari perché  sono nati in un periodo in cui c’erano tanti gravi problemi e non c’era il tempo di giocare e  adesso hanno difficoltà a giocare con i figli. Io ho però ho molta fiducia nei bambini e nelle loro potenzialità; dovete essere voi a invitare i vostri genitori a parlare di diritti. Innanzitutto a dialogare, ad ascoltarvi reciprocamente: questo è il segreto! Poi c’è il gioco:  fateli giocare, fateli cantare, fateli sorridere, fateli fermare dalle loro corse quotidiane e così vedrete che riuscirete a parlare anche di diritti.

Dottore  Teresi, lei presiede la quinta circoscrizione dove si trova la nostra scuola. Progetti come “Le_ali” hanno un’enorme importanza educativa che noi sperimentiamo DENTRO le nostre aule. Come possiamo fare per sperimentare anche FUORI nel territorio? Come può aiutarci a diffondere la nostra esperienza nel quartiere Noce?

Come circoscrizione ci siamo dati un motto: NON VOGLIAMO LAVORARE PER… MA VOGLIAMO LAVORARE CON… e nel quartiere Noce-Zisa abbiamo dimostrato che è possibile LAVORARE CON…le scuole, le parrocchie, le associazioni… Abbiamo lavorato tutti insieme dimostrando che un territorio si vive insieme: istituzioni e cittadini vivono insieme il territorio per cambiarlo, per migliorarlo. Cittadini siete anche voi bambini a cui dico” Non accettate che vi dicano voi siete il futuro” perchè voi siete il presente, quello che sarete domani lo decidete voi, lo decidiamo insieme per esempio con questa iniziativa.  Stiamo piantando un semino che diventerà una pianta, poi un albero con delle forti radici. Tutte le belle iniziative che svolgete a scuola non dovete considerarle terminate  quando suona la campanella della scuola ma  dovete sempre continuare oltre la campanella così diffonderete la vostra esperienza, i valori che state imparando anche fuori, anche nel quartiere dove vivete.

Preside Genco, Le_Ali. Ci spiega il significato del titolo del progetto?

Abbiamo giocato con le parole: Leali come aggettivo si riferisce alla  necessità di essere “leali” con gli altri, onesti tanto offline quanto online; e “Le Ali” come sostantivo si riferisce alla voglia di avere “le ali” per fuggire dalle situazioni di pericolo per volare in alto come auspicio per la vita di tutti. Abbiamo proposto un percorso che aiutasse voi bambini ad essere corretti nei confronti dei vostri coetanei e nel contempo vi aiutasse a proteggervi da eventuali situazioni di pericolo.

Redazione UN MONDO DI AMICI

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